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(Variazioni sul tema) Diritto e musica

Responsabile scientifico dott.ssa Sara Benvenuti.

Locandina dell'attività. 

Posti disponibili: 15

CFU: 3

Partnership: 

Sede: Dipartimento di Scienze Giuridiche, via delle Pandette 32, Firenze

Sede operativa: locali del First Lab presso il Polo Universitario di Novoli (via Lelio Torelli 2-4, Firenze).

Requisiti di ammissione: possono partecipare gli studenti dell’Università degli Studi di Firenze iscritti dal primo anno (e fuori corso) al corso di laurea magistrale in giurisprudenza, giurisprudenza italo-francese, giurisprudenza italotedesca e al corso di laurea triennale in scienze dei servizi giuridici. 

Descrizione dell'attività

“(Variazioni sul tema) Diritto e musica” è un’attività di didattica innovativa svolta in collaborazione con la direzione artistica della Badia Fiorentina e, in particolare, con Giovanna Riboli, organista, direttore di coro, pianista e musicologa.

Il corso intende mostrare, nella sua evoluzione storica e comparatistica, il legame esistente tra il diritto e la musica, offrendo agli studenti una prospettiva diversa e più ampia da cui guardare il fenomeno giuridico. Dopo una parte teorica iniziale, l’attività didattica è organizzata in laboratori pratici tenuti da giuristi e musicisti insieme, con la partecipazione attiva degli studenti, i quali, ancorché privi di qualsiasi competenza musicale, potranno concretamente sperimentare e provare ad unire i diversi linguaggi della musica e del diritto.

Modalità di svolgimento

Il corso è organizzato a partire dal mese di ottobre e prevede quattro incontri di didattica frontale, quattro laboratori teorico-pratici e una prova pratica finale.

La parte di didattica frontale ripercorre brevemente i principali studi teorici di Diritto e musica, le origini del movimento negli Stati Uniti, il riferimento alle diverse correnti “Law and”, i possibili legami con la dimensione sacra e religiosa, le indagini del diritto (“Law in”) nei diversi generi musicali, anche a noi contemporanei. Gli aspetti teorici di storia del diritto e della musica sono intervallati da ascolti musicali, dedicati, in particolare, alla musica organistica, corale, da camera e sinfonica, antica e classica, con qualche breve incursione nell’opera.

La parte laboratoriale, di taglio sia teorico che pratico, intreccia competenze giuridiche e musicali ed è articolata in quattro incontri, della durata ciascuno di 3 ore, in cui gli studenti sono attivamente coinvolti attraverso il lavoro in classe su testi giuridici e musicali, l’ascolto e il canto, nonché la sperimentazione dei linguaggi appresi mediante l’utilizzo del pianoforte.

I laboratori sono dedicati in particolare a quattro periodi della storia della musica (e del diritto):

1) Medioevo: del periodo medievale è presa in esame la musica monodica, ed in particolare la monodia sacra (canto gregoriano), caratterizzata da una struttura compositiva semplice, con una sola voce cantata dal singolo o dalla schola cantorum, ma da un profondo e complesso studio interpretativo. Saranno presentati alcuni segni di conduzione (neumi) e i diversi stili compositivi (sillabico, semi-ornato, melismatico), al fine di mostrare, con riferimento al preciso momento storico-giuridico, il significato, l’intensità e l’accento che, con la musica, si volevano attribuire alle parole del testo.

2) Rinascimento e Barocco: la c.d. “retorica musicale” è affrontata anche con riferimento al periodo rinascimentale e barocco, in cui questa raggiunge i suoi massimi livelli, applicando determinati disegni melodici ed un preciso simbolismo nella scelta compositiva. La nascita in musica della polifonia riflette poi un cambiamento della struttura organizzativa sociale e la necessità di perseguire, nel diritto come nella musica, un preciso equilibrio compositivo. Tipiche di questo periodo musicale sono infatti la Passacaglia e il Canone, magistralmente rappresentati nell’opera di J.S. Bach.

3) Classicismo e Romanticismo: del periodo classico e romantico, trionfo del sentimento e della passione, del nazionalismo e dell’amor di Patria, ma anche (soprattutto in Germania) della storicistica riscoperta di opere del passato, si osservano soprattutto complessità e interpretazione. Le problematiche legate alla distanza temporale fra l’autore del testo e l’interprete, ben note all’esperienza giuridica, si manifestano a poco a poco anche nella musica. Per tutto il Settecento, infatti, la musica è legata al presente: il compositore è anche interprete ed esecutore; tuttavia, dal primo ventennio dell’Ottocento (celebre, nel 1829 a Berlino, l’esecuzione di Mendelssohn della Matthäus Passion di Bach) si cominciano a riproporre partiture del passato e, dalla fine del secolo, l’arrivo in scena del pianoforte e l’evoluzione moderna degli strumenti consentono una diversa libertà espressiva e interpretativa.

4) Novecento: l’ultimo laboratorio è dedicato infine alla musica del Novecento. Le composizioni successive al primo ventennio del secolo riflettono il senso di angoscia e il clima di instabilità politica caratterizzanti il periodo delle Guerre e ben espressi in musica dall’abbandono della tonalità in favore della dodecafonia (v. Schönberg). 

Il corso si conclude con una lettura “in stile” di un testo giuridico, nella quale gli studenti proveranno, condotti dal docente musicista, ad applicare alcuni degli stili e delle regole appresi nel corso dei laboratori (Neumi di San Gallo, Recitar cantando, Sprechgesang), recitando con la voluta intensità un’arringa finale.

 

Al termine delle attività regolarmente svolte agli studenti saranno riconosciuti 3 CFU nell'ambito delle attività a scelta libera.

 

 

Ultimo aggiornamento

23.08.2022

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